sabato 1 settembre 2012

Twitter: un alleato per il business online che non pensi di avere!

Twitter può aiutare il tuo business online ad avere un miglioramento, anche sostanziale, sia in termini di visibilità e posizionamento organico sui motori di ricerca (posizionamento SEO), sia per comunicare con il proprio seguito di amici/fan/follwer in maniera più diretta e coinvolgente, migliorando nelle stesso tempo la popolarità e la brand reputation (personale o aziendale che sia).

Twitter è un social network considerato di "microblogging" perchè consente di condividere contenuti testuali di lunghezza massima 140 caratteri; poi grazie ad altre applicazioni e servizi correlati possiamo andare a pubblicare foto e accorciare anche i link che andiamo a pubblicare (esempio: bit.ly).

Oramai è risaputo: i social network stanno diventando sempre più importanti e rilevanti per il posizionamento organico dei siti, infatti sempre più sono presenti nelle SERP; lo stesso Google dopo aver aggiornato i propri algoritmi di indicizzazione, posiziona contenuti sociali tra i risultati.

In questo caso Twitter viene setacciato dagli algoritmi di Google che tramite un "Twitter Rank", valuta i profili e i contenuti degli account e ne da un valore grazie a 3 parametri:
  1. tema trattato;
  2. autorità dell'account;
  3. coinvolgimento nelle discussioni.

Un account con moltissimo following e pochi follower probabilmente sarà un account fake o spam e quindi non rilevante; mentre uno con un rapporto 1:1, 1:2 o magari molto seguito e pochi following... verrà ritenuto autorevole e quindi rilevante... poi diciamocela tutta: non è sempre vero, ci sono sempre delle eccezioni!
Un parametro tenuto d'occhio è quello dei retweet fatti e ricevuti.

Su alcuni sito troviamo: "acquista 1000 follower a solo 10€"! Non fatevi abbindolare!!!! Ricordatevi che è meglio la qualità che la quantità per aumentare o dare autorevolezza al vostro account.

Nonostante tutti i link su presenti su Twitter abbiano il nofollow, non si può escludere che in futuro venga tolto. A volte sembra che Google non lo consideri e molti sistemi che estrapolano le informazioni dagli articoli su Twitter lo tolgano.

Come sempre, se avete idee o commenti a riguardo... siamo qui per discuterne assieme.

mercoledì 22 agosto 2012

Pinterest... il social per l'e-commerce?

Il social network Pinterest altro non è che una bacheca virtuale dove pubblicare foto (tue o reperite nel web), commentarle e categorizzarle a tua scelta.
Un'alta percentuale di foto sono legate all'arredamento, alla moda, all'artigianato e al cibo anche se ai nostri clienti lo consigliamo anche per il turismo.



Per accedere a Pinterest al momento lo si fa solo con invito... nonostante ciò il sito è avuto un'incremento esponenziale nell'ultimo anno.

E' social perchè oltre alle mie foto posso fare  "pin" anche su altre foto presenti sul socia network e innescare così una viralità (viral marketing) su larga scala che può far arrivare una mia informazione/foto a persone sconosciute follower di una amico o addirittura di nessun mio amico, il tutto grazie anche alla bacheca iniziale ricca di immagini e foto.

Il 59% degli utilizzatori è donna!

Partendo da questo dato, poniamoci un quesito: Come posso fare del business grazie a questo social network?


  1. Con questo 59% di visitatrici tra i 25 e i 40 anni. è storicamente la fascia che tendenzialmente genera più profitto dal punto di vista pubblicitario;
  2. Attualmente è attivo un meccanismo di collegamento con siti di e-commerce esterni, ciò significa che la piattaforma è in grado di generare profitto e, allo stesso momento, di porsi come canale preferenziale per chi volesse promuovere i propri prodotti e il proprio brand;
  3. E’ brand friendly perchè offre protezione per chi utilize il proprio marchio;
  4. Ha un'estetica gradevole e un'interfaccia user-friendly, quindi fruibile da chiunque sappia utilizzare un PC... questa poi aiuta la sua espansione
  5. Un’alto grado di “dipendenza” da parte di chi lo utilizza. Non serve aggiungere altro!
Se tu lettore sei donna, capirai di cosa stiamo parlando, se invece sei uomo fai una prova: fai iscrivere la tua partner o una tua amica e vedi le reazioni. C'è un'alta probabilità che rimarrai stupito!

venerdì 3 agosto 2012

Come rendere un sito web Google Places-friendly?

Le mappe hanno assunto un peso non irrilevante negli ultimi 6 mesi, tanto che apparirci è diventato importantissimo!

Qualsiasi cosa cerchiate legata ad una località, il trend di Google è quello di far apparire sempre più spesso ma mappa con segnati alcuni risultati in evidenza.
Un esempio su tutti quando cerchiamo un hotel, ci apparirà in sequenza: link sponsorizzati, un paio di risultati organici, 5 o più risultati della mappa, e i restanti sono di nuovo risultati organici.

La mappa o Places secondo alcune fonti, può portare anche un 40% di traffico, questo è dovuto a più fattori importanti: in un unico punto noi abbiamo ubicazione dell'azienda (hotel/ristorante/ecc... per il turismo), immagini, recensioni, opinioni e per il turismo anche i prezzi.


Places o Maps è molto importante anche sotto il punto di vista del mobile marketing (qr code marketing), perchè da mobile noi riusciamo ad avere informazioni semplici ed immediate quasi istantaneamente.

Per essemre Map-friendly è oppurtuno seguire questi semplici punti:
  1. Rivendicate la struttura: una volta rivendicata la vostra struttura, potrete aggiungere e modificare i contenuti testuali, foto, video e sarete certi che tutte le informazioni inserite siano corrette. Talvolta sulle mappe ci sono più schede della vostra struttura e questo può essere un problema. Voi rivendicatene una e richiedete la cancellazione delle altre, così che le eventuali recensioni non siano disperse su più schede e si crei confusione nell'utente.
  2. Inserire offerte speciali: se verificherete la vostra pagina, avrete l’opportunità di inserire gratis anche delle offerte speciali, molto utili per attirare maggiormente l’attenzione di chi cerca un hotel sulle mappe (nel caso di una struttura ricettiva)
  3. Ottimizzare il sito per la giusta località: per esempio se il vostro ristorante si trova a Jesolo in provincia di Venezia, non cercate di ottimizzarlo per “ristorante Venezia”, sarebbe inutile e controproducente, perché dareste di voi un’informazione falsa immediatamente verificabile una volta raggiunto il sito. Inoltre gli algoritmi di Google sono in grado di rilevarlo e quindi "penalizzare" il vostro sito web.
  4. Favorite le recensioni e rispondere ad esse: non si sa di preciso in che misura, ma le recensioni pubblicate su Google influenzano sicuramente l’algoritmo, dunque potete invitare i vostri utenti a lasciare recensioni direttamente su Google, dove potrete rispondere direttamente in prima persona e pubblicamente proprio come su TripAdvisor (nel caso di strutture legate al turismo). Google tiene comunque conto anche delle recensioni lasciate in siti esterni e social network, come TripAdvisor, Facebook, Google+, Twitter, Pinterest, ecc...
  5. Ottimizzate tutti i fattori on-page del sito in base alla località: può sembrare scontato ma è bene sempre ricordarsi di inserire la destinazione su tutti gli altri elementi SEO-oriented della pagina, questo ha un forte impatto sui risultati delle mappe.
  6. Rivendicate sui social network geo-local: rivendicate la vostra attività su quei social network geolocalizzati quali Foursquare, Gowalla, Facebook e Yelp. A quanto pare anche questo ha un qualche peso sul ranking di Google Places e oltre tutto... fate vostro un qualcosa che è già vostro! (scusate il giro di parole)
  7.  Segnalate la vostra attività sulle directory locali: anche se non c’è il link diretto al vostro sito, le “citations” sono il 4° fattore più importante per il local ranking. Si tratta della citazione del vostro nome con relativi contatti su siti esterni considerati autorevoli in ambito locale. Essere presenti dà credibilità e forza alla vostra struttura e influenza positivamente l’algoritmo di indicizzazione e aiuta la brand reputation.

martedì 17 luglio 2012

I numeri dell'Internet Mobile

L'Internet Mobile ci sta trasformando l'esistenza giorno dopo giorno, crescendo in maniera esponenziale e costante negli anni.

Dal Trinity Digital Marketing abbiamo spulciato alcuni tra i dati più rilevanti relativi al mondo Mobile, ovvero:
  • 87% è la percentuale della popolazione mondiale che possiede almeno un dispositivo mobile;
  • 50% è la percentuale dei dispositivi mobile con tecnologia Android OS;
  • 25% è la percentuale della popolazione che negli USA accede a Internet solo da Mobile;
  • 3,3 bilioni $ spesi nel 2011 per ADV mobile;
  • 20 bilioni $ è la previsione di spesa nel 2015 per ADV mobile;
  • 7 bilioni $ sono previsti da PayPal per questo 2012 di transazioni online da Mobile;
  • parliamo di bilioni di $ di guardagni per i motori di ricerca dall'ADV Mobile;
  • 300.000 app sono state realizzate in 3 anni.
 Volete altro... date un'occhiata all'infografica qui sotto.





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venerdì 29 giugno 2012

Fattori SEO per posizionamento in Italia

In Inglese ce ne sono a bizzeffe ma in Italiano nessuno... fino al mese scorso. Infatti Searchmetrics ha pubblicato gli "Italy Ranking Factors 2012", ossia la Top22 dei fattori che incidono nel 2012 nel buon posizionamento di un sito web.



E' inutile dire che ci sono molti e vari gli elementi che saltano subito agli occhi, perché sembrano contraddire quello che finora sembrava scontato, ma riassumiamo tutto in 3 macroaree:

  1. Fattori ad alto impatto positivo = fattori social: nella top 10 dei fattori con una correlazione positiva sul posizionamento si trovano 5 fattori social: condivisioni, commenti, "mi Piace" di Facebook e tutti questi fattori sia su Facebook che su Tweets. Questo significa che anche in Italia il social media marketing del brand sta prendendo piede, tanto da indirizzare Google nel contare di più le condivisioni su Facebook che il numero dei backlink
  2. I backlink contano: tutti i link in entrata verso il sito hanno un impatto positivo sul posizionamento, non solo in termini di numero di link ma avrebbero un peso (magari non elevato) anche i “no-follow” (un tempo considerati zero) e i link contenenti parole non significative nell’anchor text (esempio: le congiunzioni). Questo ci dimostra che Big G tende a dare valore anche ai più naturali.
  3. Meta tag e H1 hanno meno importanza per i siti dei brand forti: una delle cose che mi stupisce maggiromente è che gli elementi onsite, da sempre sono considerati importanti per il posizionamento, sembrano aver perso valore ma oltretutto aver una correlazione negativa sul posizionamento.
Stando a Searchmetrics, gli H1 e i Title perdono il loro peso decisivo soprattutto nel caso di siti di brand forti, i quali di solito sono nelle prime posizioni delle SERP di Google e che sembrano godere di un certo vantaggio in termini SEO.Marcus Tober (CTO di SearchMetrics) commenta il tutto così: ”Incredibilmente il dato mostra una correlazione negativa tra questi fattori e il ranking, contraddicendo le tradizionali teorie SEO. Se andiamo ad analizzare meglio i primi 30 risultati ci accorgiamo che questo pattern inizia a emergere con forza proprio con le pagine posizionate più in alto. Quando andiamo a guardare i siti che sono in Top Position organica (o naturale) della prima pagina di Google lì è dove la correlazione negativa è più forte. Questo significa che i brand molto forti si posizionano in alto anche senza conformarsi perfettamente alle regole della SEO.”